LA BOLOGNA CHE SI MUOVE

Nonostante la generale immobilità, gli scontri tranquilli e diffusi, all’assordante silenzio di tanti si contrappone ancora la colorata e vitale resistenza di pochi. I pochi che credono nel cambiamento, che sono il cambiamento, che resistono per vivere, prendendo una parte: sono i partigiani di oggi, le persone che sognano una città migliore e la costruiscono ogni giorno, che si oppongono, che dicono no, che non rimangono indifferenti alle cose che li circondano. La Bologna che si muove è una serie di ritratti di gruppo che omaggiano le realtà e i movimenti bolognesi nati dalla scelta di prendere una parte: quella dei giusti, degli oppressi, dei più deboli, quella della qualità della vita, dei tempi lunghi, del rispetto della terra e del lavoro, quella della lotta per i diritti di e per tutti: quella della resistenza. 

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Ex Telecom

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Ex telecom è stata la sede della Telecom, è stato un luogo abbandonato per anni e lasciato al degrado, è stata per un anno la casa di una comunità di donne, bambini e uomini occupanti altrimenti condannata a vivere in strada. Circa trecento persone senza casa, tra cui tanti bambini, hanno occupato lo stabile situato di fronte al comune di Bologna e hanno creato una bellissima comunità multietnica, lavorando molto per sistemare la loro nuova casa e le loro esistenze. A dicembre 2015 la polizia ha interrotto questo progetto di vita sgomberando lo stabile dopo una resistenza di più di un giorno da parte degli occupanti, barricati sui tetti. Il collettivo Social Log, che ha guidato l’occupazione partendo dal suo sportello per il diritto all’abitare, sottolinea come l’esperienza dell’Ex Telecom viva ancora nei cuori e nelle esistenze di tutte le persone che ne hanno fatto parte: come il mare l’esperienza di lotta e vicinanza, affetto, coraggio e forza, non li puoi fermare.

Eat the rich

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Eat the rich è una rete di cucine, mercati e laboratori di produzione dal basso nata a Bologna. Associazioni e realtà nate in questo territorio cercano di dare risposte al bisogno di garantire un cibo di qualità per tutti. Vengono organizzati pranzi e cene sociali, gruppi di acquisto e mercati biologici per combattere e resistere alla miseria intellettuale ed economica dei nostri giorni.

Campi aperti

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Campi Aperti è un’associazione di contadini e consumatori che sostiene l’agricoltura biologica e contadina. L’obiettivo è proteggere la piccola agricoltura di campagna per creare relazioni strette tra chi produce e i consumatori credendo fermamente nel rispetto della terra e dei suoi tempi. I prodotti sono biologici, legati al territorio e controllati da un sistema di garanzia partecipata. Vengono organizzati mercati ogni giorno della settimana in cui i prodotti, legati alla stagionalità, sono venduti.

Làbas
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Làbas è un collettivo politico che il 13 novembre 2012 ha occupato una vecchia caserma a Bologna. La caserma era abbandonata da molti anni ed è stata restituita alla città. Lavoratori, studenti, disoccupati hanno voluto dare il loro contributo per migliorare la città e dare risposte per risolvere i bisogni delle persone che non sono ascoltate. L’ex-caserma è diventato uno spazio importante per il quartiere Santo Stefano e la città intera, luogo di incontro e scambio, dove sono nati molti laboratori, progetti di accoglienza per senzatetto (come Accoglienza degna), soluzioni riguardanti le politiche di immigrazione, uno spazio per i bambini (Làbimbi) e dove vengono ospitate tante realtà (come il mercato di Campi Aperti) e tante iniziative riguardanti la musica e l’arte in generale. Nonostante tutto le Istituzioni della città vogliono sgomberare gli occupanti.

Partigiani della scuola pubblica

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I Partigiani della scuola pubblica sono un gruppo di insegnanti, genitori e operatori della scuola che supportano e difendono la scuola pubblica.

Studenti medi auto-organizzati

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Gli Studenti medi auto-organizzati a Bologna si organizzano e preparano iniziative per manifestare il loro dissenso rispetto alle politiche di tagli ed esclusione mandati avanti dal governo: resistono al tentativo di cambiare la scuola pubblica, svuotarla dall’interno delle sue potenzialità e del suo valore, affiancando gli universitari nella lotta per la costruzione di una scuola migliore.

Maestri della Scuola Primaria Longhena

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La scuola primaria Longhena di Bologna conserva alcune consuetudini educative da tempo estinte in quasi tutte le scuole italiane grazie ai suoi insegnanti e a un agguerrito gruppo di genitori, sostenitori compatti di un tipo di scuola diverso da quello comune, di un sapere non appiattito, di una scuola concepita come spazio in cui coltivare la curiosità e la voglia di imparare e conoscere. Da decenni non suona la campanella. Si lavora con i bambini in classe e quando sono terminate le attività si esce fuori, vista la fortuna di stare nel cuore del parco del Pellegrino, anche per studiare geometria e scienze o fare attività motorie. I bambini si occupano anche del giardinaggio e di coltivare un piccolo orto. Ogni settimana, poi, una classe a turno dedica del tempo a mantenere puliti gli spazi naturali. “Lavoriamo a classi aperte, con molte compresenze tra insegnanti, alterniamo momenti di studio e momenti di svago, spesso all’aperto. Il parco in cui giocano i nostri bambini è senza recinzione, li lasciamo liberi e ci aspettiamo un senso di responsabilità da parte loro. I voti? Solo in pagella, alla fine dell’anno”, racconta orgogliosa un’insegnante.

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