IL POLLAIO SOCIALE

IMG_3462

Vado a trovare i ragazzi del Pollaio Sociale un lunedì di ottobre, nelle campagne di Toscanella di Dozza, in provincia di Bologna. Mi accoglie Franco, il coordinatore del centro occupazionale La Tartaruga, circondato da quattro ragazzi che non vedono l’ora di raccontarmi chi sono e, soprattutto, cosa fanno. Sorridenti, orgogliosi e disabili, mi fanno strada mostrandomi il pollaio dove lavorano, ma anche l’orto, il laboratorio di ceramica, quello di carta riciclata, di falegnameria e la serra con gli orti rialzati pensati per i ragazzi in carrozzina

IMG_3507

 Infatti il Pollaio sociale, marchio registrato attivo dal 2015, non è solo la possibilità di adottare una gallina a distanza (versando una quota annuale di 95 euro) in cambio di circa duecentocinquanta uova fresche prodotte da galline che vivono libere in ampi spazi e vengono nutrite con cibo biologico proveniente dall’orto.

IMG_3497

Il Pollaio sociale è molto di più: è la possibilità per decine di ragazzi disabili tra i 20 e i 40 anni di mettersi in gioco, di sperimentarsi, scoprire le proprie abilità e potenzialità, ma anche passioni, raccogliere soddisfazioni, affrontare le proprie fragilità e tessere relazioni vive con il territorio e la comunità a cui appartengono, sentendosi appagati da quello che fanno e concretamente inclusi nella società. Lo leggo negli occhi di Simone, quando mi racconta che è lui ad accogliere chi viene a ritirare le uova fresche ogni settimana.

IMG_3452 IMG_3475 IMG_3484

 I ragazzi si occupano di accudire le galline, raccogliere le uova, confezionarle dentro contenitori di carta riciclata e consegnarle agli associati. Ma non solo: c’è da pensare a costruire le cassette di legno dove viene consegnata la verdure dell’orto freschissima; bisogna lavorare la ceramica con cui i ragazzi hanno costruito un simpaticissimo merchandising del Pollaio, ma anche costruire le bat-box, le borse di carta riciclata, le bomboniere e tanto altro.

IMG_3522

Lo scambio col territorio e le persone che finora si sono avvicinate a questa realtà (sempre in crescita) è raro e prezioso: da una parte i ragazzi hanno la possibilità di fuggire dall’isolamento in cui spesso i centri occupazionali per disabili, benché funzionanti, cadono. Dall’altra lo scambio avviene in entrambe le direzioni: anche le persone che vengono a ritirare le uova hanno la possibilità di conoscere sempre meglio i ragazzi e abbattere ogni giorno quelle barriere e quei pregiudizi che spesso isolano le persone con fragilità.

IMG_3450

Anche per questa ragione il Pollaio non fa spedizione di uova: la relazione deve rimanere diretta, il contatto umano al primo posto. E, non meno importante, in questo contesto l’attenzione all’ambiente è altissima: il concetto di km 0 e di non alimentare una catena di inquinamento dell’ambiente – altrimenti inevitabile – è fondamentale.

IMG_3457

Il Pollaio sociale è la prima esperienza di inclusione sociale di questo tipo in tutta Italia. È un progetto ideato dalla Cooperativa Sociale Seacoop e offre consulenza a chiunque voglia replicare l’esperienza rispettando alcuni criteri, per esempio legati al trattamento delle galline, come la condizione che gli animali, a fine ciclo di produzione, non vengano soppressi, ma affidati a una casa di riposo.

IMG_3449

Rispetto dell’ambiente, educazione a un’alimentazione sana a km 0, inclusione sociale di chi ha delle disabilità e viene meravigliosamente integrato ne

lla comunità in cui vive: questi sono i pilastri di un’esperienza, unica e preziosa, come quella del Pollaio sociale.

IMG_3534

IMG_3511

IMG_3477

IMG_3440

IMG_3439

IMG_3437

(133)